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King Crimson live report Auditorium di Roma, 23 Luglio 2018

L’incredibile nuova formazione dei King Crimson con 3 batteristi incanta il pubblico di Roma in un concerto strepitoso

Il Roma Summer Fest piazza un altro colpo a segno. Ieri si è conclusa la seconda tappa romana dei King Crimson, storica formazione e ultimi baluardi del rock progressivo e d’avanguardia. L’Italia fa parte del loro ‘European Tour 2018’. Saluteranno il nostro paese il 28 Luglio, con le ultime due tappe a Lucca e Venezia.

Ore 21: l’ingresso dei King Crimson

Nessuna band ad aprire il loro concerto (e chi ne avrebbe il coraggio!). Alle ore 21, precisi come un orologio svizzero, entra in scena l’ultima incarnazione dei King Crimson. Band che dal 1969 ad oggi ha cambiato moltissimi membri e formazioni, ma sempre guidata dal “re” Robert Fripp: classe 1946, una leggenda tra i chitarristi dell’avanguardia.

Il dettaglio che soprende di più sono la disposizione delle tre batterie,  messe in primo piano in basso rispetto ai membri “armonici”. Pat Mastellotto, Gavin Harrison, ex batterista dei Porcupine Tree e Claudio Baglioni, e Jeremy Stacey, anche alle tastiere, sono i protagonisti della serata, dei veri direttori d’orchestra. Alla voce troviamo Jakko Jakszyk, Mel Collins ai fiati ed il grandissimo Tony Levin, bassista anche di Peter Gabriel, al basso e stick. Inoltre c’è la presenza di Bill Rieflin alle tastiere, ma lui è anche batterista. In passato è stato batterista dei Ministry e dei R.E.M.

Il concerto

Il repertorio della serata attinge molto dagli esordi della band: gli anni 60 e 70. Ciò è dovuto al fatto che ormai Adrian Belew e la sua chitarra molto new-wave ed eclettica (in passato membro dei Talking Heads e della band di Frank Zappa) non ci sia più. Dopo l’apertura la strumentale improvvisazione di “Lark’s Tongue in Aspic I”, a sopresa la band esegue un medley da “Lizard”, incluso il brano “Bolero: The Peacock’s Tale”. A fine esecuzione una delle tante standing ovation del pubblico. “Red” e “Lark’s Tongue in Aspic II” sono altri due brani strumentali di grandissimo impatto live, dove gli otto membri danno il meglio di sé. Un’altra sorpresa è stata l’esecuzione di un brano del repertorio degli anni 80 con Belew chitarrista: “Indiscipline”. Dopo un travolgente intro di batterie, la voce di Jaksyz offre una personale rivisitazione in chiave melodica del brano, rispetto al più aggressivo incedere di Belew. Ottima prova. Ma le sorprese sono ancora tante, incalcolabili. Ogni brano, ogni nota, ogni assolo è qualcosa di unico, che difficilmente potremo sentire in futuro da altre band nei concerti. Si chiude con “21st Century Schizoid Man”, che è stato il brano che ha presentato al mondo i King Crimson, nel lontano 1969.

Si chiude quindi il cerchio: quasi 50 anni di musica incredibile ed indimenticabile, entrata ormai nella leggenda del rock, progressivo e non, e della musica tutta.

Set List

Lark’s tongue in Aspic I, Lizard medley: Cirkus (including Entry of the Chameleons)–Lizard a.Prince Rupert Awakes b. Bolero: The Peacock’s Tale c. The Battle of Glass Tears including: Dawn Song-Last Skirmish-Prince Rupert’s Lament, Epitaph, One more red nightmare, Red, Fallen Angel, Islands, Lark’s Tongue in Aspic II, The Hell Hounds of Krim, Indiscipline, Moonchild, In the court of the Crimson King, Radical Action (To Unseat the Hold of Monkey Mind), Level 5, Peace: an end, Starless. Encore: 21st Century Schizoid man.

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