Jean Michel Jarre, Electronica World Tour: intervista e live report 9 Luglio 2016

Il famoso compositore francese si è esibito nella Cavea dell’Auditorium di Roma nell’unica data italiana, organizzata dal “Just Music Festival”.

L’elettronica europea ed anche mondiale ha un nome: Jean Michel Jarre. Ha venduto milioni di dischi ed il suo lavoro più famoso, Oxygene uscito nel 1976, è ancora il disco francese più venduto della storia. Ha avuto il merito di rendere più fruibile la musica elettronica per un pubblico avverso a queste sonorità. Sabato 9 Luglio 2016 ha tenuto un’esibizione live nella Cavea dell’Auditorium di Roma. E’ una calda serata ed il palco gigantesco, con tutta la sua strumentazione digitale e futuristica, lascia presagire che sarà una serata ancora più bollente.

L’intervista

Poco prima del concerto, Jarre concede un po’ del suo tempo per rispondere alle domande di noi giornalisti, vicino al palco in un’atmosfera informale ed amichevole. Noi di Blasting News Italia gli abbiamo rivolto la seguente domanda.

BN: “Sono passati 40 anni esatti da ‘Oxygene’, ed è ancora un disco attualissimo. Come vedi l’evoluzione della musica elettronica nei prossimi 40 anni?”.

Jarre: “L’evoluzione della musica non si riesce a misurare con degli anni precisi, ma in periodi. Posso solo intravedere un passo evolutivo della musica elettronica nella collaborazione tra più artisti, ingegneri del suono ed altre menti. Solo con l’unione di queste sinergie la musica ed il suono potranno essere esplorati in una maniera più creativa”.

Sono presenti altre testate che rivolgono altre domande. Una è sulla differenza tra la musica elettronica più “seria” e la musica classica. La sua risposta è stata che lui è riuscito a costruire un “ponte” tra la musica sperimentale, quella di inizio anni 70 dei Kraftwerk o dei Tangerine Dream, e la musica pop. Quel ponte è la melodia. Inoltre la differenza sostanziale tra la musica classica e quella elettronica è la possibilità per l’elettronica di creare texture, ovvero strutture e fibre sonore, che la musica classica non è in grado di eseguire. Un’altra domanda interessante è stata sulla situazione attuale della tecnologia nei confronti della sorveglianza e sicurezza. Non a caso nel suo ultimo disco Jarre ha inserito in un brano una dichiarazione di Edward Snowden, l’informatico statunitense ex tecnico della CIA denunciato pochi anni fa per aver rivelato dettagli sui programmi di sicurezza. Jarre asserisce che la tecnologia è si ambigua, ma dobbiamo affrontarla senza paranoie. Bisogna non abusarne, perché questo è un potere che ci può permettere un vario ed utile utilizzo.

Ore 21: 30 il concerto

Dopo un DJ set di circa mezz’ora, sale sul palco Jarre. E’ circondato da una serie di pannelli moventi, tutti pieni di pixel che formeranno immagini e colori mentre suonerà. Anche l’impianto sonoro è eccellente, tanto che le sedie ogni tanto tremano tipo effetto terremoto. Il palco comincia a vivere, i pannelli si muovono catturando l’attenzione dello spettatore in una fusione perfetta tra musica e immagini. Jarre, nonostante i suoi 67 anni, è molto attivo ed incita più volte il pubblico ad applaudire a ritmo di musica. La scaletta dei brani sono per la maggior parte tratti dal suo ultimo progetto Electronica, doppio disco in cui si avvale di moltissime collaborazioni di artisti famosi, e i suoi grandi successi. Interessante è il momento del brano Exit in cui compare una dichiarazione di Snowden sull’argomento privacy. Del resto Jarre nella sua carriera è sempre stato attento a tematiche delicate, come l’inquinamento e la preservazione di tutte le etnie che popolano il mondo.

Jarre utilizza non solo di synth modernissimi e con un suono pulito e perfetto, ma imbraccia anche una chitarra elettrica e sfodera la sua sopresa migliore, ovvero l’’arpa elettrica’: otto fasci di luce fatti suonare e vibrare da Jarre con l’aiuto di guanti speciali, solo sfiorando o ‘premendo’ su ogni singolo fascio per allungare le note. Un effetto scenico e sonoro veramente riuscito. L’atmosfera è ormai caldissima ed il live scorre fino al termine in maniera impeccabile, grazie alla maestria e la classe di uno dei più grandi compositori della storia della musica.

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